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    17/06/2026
    Anselm Kiefer – le alchimiste (dettaglio) la foto è mia

    Quando sono nato la guerra era finita da appena 15 anni, un tempo veramente breve a ripensarci ora ma che allora mi sembrava incommensurabilmente esteso: il sentimento del presente, la sensazione, era quella di vivere in un’altra dimensione della storia, quella dello sforzo di ricercare soluzioni non armate ai conflitti tra i popoli, quella che voleva chiudere l’esperienza della guerra avendone tratto l’insegnamento che non si dovesse mai più ripetere. Non era per la lontananza temporale – a ripensare oggi quello che è successo/ci è successo 15 anni prima, non lo percepiamo certamente come evento lontano e alieno dal presente – che si percepiva la diversità dal vissuto della guerra ma per il cambio di paradigma che la comunità internazionale in qualche modo faceva proprio, almeno formalmente, sintetizzato in modo magistrale dall’art.11 della nostra costituzione.

    Ho fatto in tempo a sentire racconti reali, storie minime, di molti che il periodo bellico e pre-bellico l’hanno attraversato. E nella scuola che si frequentava allora, continuamente ci veniva ricordato che quello che era successo con la guerra, l’olocausto, la Shoà, era orribile e non poteva e doveva mai più accadere.

    La mia generazione è cresciuta leggendo i testi di Primo Levi, approfondendo la storia di quel genocidio avvenuto nel cuore d’Europa, leggendo le giustificazioni dei gerarchi nazisti al processo di Norimberga, riflettendo sulla banalità del male come ce lo proponeva Hanna Arendt. Dunque é stato normale e naturale accogliere con simpatia la ricostituzione in una identità statale del popolo ebreo (anche se fin da allora era rimossa la storia che rendesse conto di come era avvenuta questa costituzione) che così profondamente era stato vittima, per definizione, della seconda guerra mondiale.

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  • Segnalazione

    13/06/2026

    Presentazione della rivista “Poliscritture”

    Giovedì 25/giugno/2026 ore 21.00

    a cura di Ennio Abate

    Associazione Punto 165 – Corso Italia 165 Cologno Monzese
    Per saperne di più:
    • Associazione punto 165
    • Poliscritture

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  • comprendere

    01/05/2026
    “Over, under and in between” di Mona Hatoum – Fondazione Prada Milano – La foto è mia.
    ..e il vizio 
    è più oscuro dove più risplendono
    gli ideali dell'uomo al cui servizio
    esso vive da ere, e a cui si vende:
    corrotto, e puro, ché in lui tutto è inizio

    Pier Paolo Pasolini - Canto popolare
    Impossibile capire la sera - le scarpe della morte 
    annunciate allineate contate da pagare in cassa
    rassegnate in cassette rassegne stampa del rammendo
    veline del sangue nero trafiletti in ventesima grigio-fumo
    unire i puntini annerire i punti | prenderli dai baveri - dalle bave seccate
    comprendere il vento il mare | fare del male fare - acquistare uscire
    dai varchi d'emergenza tornare a capo al niente della propaganda
    Si disossano bambini si - disossano famiglie fiamme e polpe - 
    poltiglie - popoli senza colore | i vuoti a perdere sionisti | oggi canta la pesca a strascico
    il rimorso dell'antipasto - l'improbabile fine del mondo - quello che salta fuori
    che il mondo migliori come uva . da schiacciare che attenda rossa . ai tornanti e vicoli pieni e neve
    ora lo scandalo degli iceberg . delle punte a volo radente . ai vinti i sensi di colpa e di tutto
    di non morire a sufficienza . mancano carni ai perimetri . delle ferite e mancano manuali
    istruzioni per l'esoscheletro - storie da raccontare

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  • Segnalazione

    01/04/2026

    “Rumori di fondo”

    Mercoledì 8 aprile ore 18.30

    Biblioteca Lambrate Milano – Via Carlo Valvassori Peroni, 56

    La prossima settimana presenterò il mio libro di poesie alla biblioteca di Lambrate, Milano. Vi aspetto per parlarne insieme, per me sarebbe davvero importante e bello.

    Grazie a Rossana di Fazio della enciclopedia delle donne
    Grazie alla Biblioteca di Lambrate che ci ospita.
    Grazie a Martina Chiarei
    Grazie a Francesca Bagnoli per la sua opera “la memoire de la peau” che è l”immagine di copertina
    Grazie a Ennio Abate per la introduzione e tutto il resto…
    Grazie a Christian Sinicco e Alessandra Giappi della giuria del premio Lucini
    Grazie a Giuseppe Manitta delle edizioni il Convivio

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  • Unire i puntini, votare NO

    14/03/2026

    Non sono un avvocato, non sono un magistrato, giudice o pubblico ministero che sia. Non ho studiato giurisprudenza, se non lo stretto necessario, in maniera non accademica, e solo in relazione al mio lavoro di supporto dell’attività legale di contenzioso in materia di diritto previdenziale. Dunque la consapevolezza con la quale voterò al prossimo referendum non sarà una consapevolezza tecnica da addetto ai lavori. Lo farò come semplice cittadino che ha cercato in queste settimane di informarsi per quanto possibile della materia oggetto del referendum.

    Per questo il mio voto non può che avere una valenza principalmente politica e ideologica. Di fatto il tema sotteso ai quesiti referendari non ha una natura solo tecnica, altrimenti tali modifiche potevano essere approvate con la legislazione ordinaria, bensì politica, investendo la modifica dell’assetto costituzionale dei poteri in Italia

    Per fare questo, come nel gioco della settimana enigmistica, unisco i “puntini” degli atti che l’attuale governo, promotore del referendum, ha adottato negli ultimi anni in materia di giustizia e alcune sentenze della magistratura recenti a mio giudizio più significative:

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